Giacomo Oberto
La formazione professionale dei magistrati italiani nell'ottica della formazione del giurista europeo

La relazione si propone di fornire una panoramica generale sul tema della formazione - tanto iniziale che permanente - del magistrato, prendendo lo spunto dalle peculiarità dell'esperienza italiana, criticamente esaminata alla luce delle grandi linee di tendenza che nel settore si disegnano a livello europeo. Posto l'accento sulla necessità di una formazione rispettosa del canone fondamentale dell'indipendenza del potere giudiziario e della separazione dei poteri, vengono illustrati - innanzi tutto - i principi enunciati e le iniziative intraprese al riguardo da alcuni tra i principali organismi internazionali (O.N.U., Consiglio d'Europa, Unione Europea).
Lo studio passa quindi ad individuare le possibili linee di un'organizzazione istituzionale in grado di erogare una formazione - tanto iniziale che permanente - dei magistrati al passo con i tempi, tenuto conto della necessità di salvaguardare i principi, costituzionalmente garantiti, della libertà di insegnamento e di indipendenza della magistratura. L'analisi viene svolta anche in relazione ad alcuni progetti di legge attualmente in discussione, puntando a dimostrare la necessità dell'individuazione di un organismo distinto ed autonomo non solo rispetto al Ministero della giustizia, bensì anche nei confronti dell'organo di autogoverno del potere giudiziario, al quale ultimo dovrebbe competere solo un ruolo generale di supervisione, oltre che di scelta dei componenti del consiglio direttivo.
La relazione prosegue quindi con l'illustrazione critica dello stato attuale della formazione (preliminare, iniziale, complementare, permanente e decentrata) dei magistrati italiani. Un'attenzione particolare viene prestata alla recente esperienza delle Scuole di specializzazione per le professioni legali, primo esperimento di un tipo di formazione «comune» del giurista, da maturarsi nel contesto di una dialettica incessante e fruttuosa con il mondo accademico, di vitale importanza per l'elaborazione di un procedimento di selezione dei futuri magistrati (ma anche, si spera, dei futuri avvocati e notai) che possa dirsi moderno ed efficace.
La relazione è pubblicata per esteso in forma ipertestuale nel sito dell'autore.

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